Thierry Bonfanti. Psicologo di formazione

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Valori

La N.D.I. non è solo un metodo terapeutico o pedagogico. Oltre ad essere basata su una teoria della personalità molto solida (cfr. l’opera di Michel Lobrot), essa comporta anche aspetti filosofici e valori. Non si tratta di una morale vincolante, ma piuttosto di un ideale.

Il primo valore della N.D.I. è la relazione umana. Gli altri sono importanti in quanto persone umane e non in quanto oggetti da manipolare o da gestire. In campo aziendale, ad esempio, la gestione delle risorse umane può essere orientata secondo entrambi questi aspetti. In una prospettiva non direttiva interveniente, le relazioni vanno curate. Non ci sono motivi per rompere una relazione anche se siamo stati feriti, tranne se l’altro ci vuole del male. Conviene salvaguardare tutto il potenziale presente in una relazione con qualcuno che in qualche modo ci interessa. La maggior parte delle relazioni contengono potenzialmente qualcosa di positivo. La relazione umana è, in sé, positiva. Ogni relazione contiene potenzialità positive. Ogni persona è diversa e possiamo dare e ricevere cose diverse da ogni persona. La relazione umana è un fattore di crescita personale.

Lo strumento principale della relazione è la comunicazione. La comunicazione comporta due aspetti. Un primo aspetto è l’espressione dei propri desideri. Ogni desiderio è legittimo. Ognuno ha il diritto di provare ciò che prova. Rogers, in tal senso, parla di “libertà esperienziale”. Quello che non è legittimo è il pretendere dall’altro qualcosa che egli non desidera. La libertà dell’altro va rispettata. L’espressione di sé deve tenere conto dell’altro. Comunicare non è solo esprimere se stessi, non tenendo conto dell’altro. La scelta delle parole, la scelta del momento giusto, ad esempio, sono modi di prendere in considerazione l’altro.

Esiste una gerarchia dei valori nella N.D.I. e la tutela della relazione è un valore più importante del valore dell’espressione totale di sé. Ma tenere conto dell’altro non significa dissimulare. La sincerità è uno dei valori della N.D.I. È sempre meglio essere veri con l’altro. L’espressione dei propri desideri è, però, un dovere nei confronti di se stessi quanto un dovere nei confronti dell’altro. L’espressione di noi stessi ci espone, ma ci permette di esistere nella relazione. Vi è a volte, infatti, una presa di rischio nell’espressione di sé. Questo rischio è un altro valore della N.D.I. in quanto si ritiene che la comunicazione aiuti comunque le relazioni a crescere.

Il secondo aspetto della comunicazione è l’ascolto, l’ascolto dell’altro, dei suoi bisogni, dei suoi desideri, delle sue paure. La “libertà esperienziale”, ovviamente, vale anche per l’altro. Ogni sentimento dell’altro va riconosciuto e accettato, partendo dal principio che sta nei valori della N.D.I. che la persona possa esprimere in modo totale quello che sente. L’ascolto dell’altro è quello che manca di più nelle relazioni umane. L’ascolto porta alla consapevolezza di chi è l’altro.

La consapevolezza è un altro valore della N.D.I. Consapevolezza di se stessi ma anche consapevolezza degli altri, nonché dei processi relazionali. Ma l’ascolto non è una semplice tecnica. Capire l’altro presuppone un interesse reale per l’altro, un piacere ad entrare nell’universo altro. L’interesse per l’altro è una forma di amore per quello che l’altro è. L’altro nutre la nostra propria vita interiore. I desideri dell’altro possono essere una fonte di arricchimento. L’interesse per l’altro non è quindi solo oblativo. È uno scambio, un’interazione, un'interpretazione.

Ci sono purtroppo ostacoli all’entrare nel mondo dell’altro. La vita quotidiana, ad esempio, è uno di questi ostacoli. Le persone, troppo occupate a risolvere i problemi della vita quotidiana, non si prendono il tempo di ascoltare realmente gli altri. Questo si verifica nella coppia, nella relazione genitori-figli, nel mondo del lavoro … La comunicazione è spesso centrata sugli eventi più che sulla persona stessa. Un altro ostacolo all’entrare nel mondo altrui attraverso l’ascolto è costituito dalle paure. La paura di scoprire delle cose dell’altro che ci rimettano in discussione o che, ad esempio, rimettano in discussione la relazione. La paura di essere sconvolti, coinvolti, feriti. La paura che la parola dell’altro riattivi problemi propri. La paura di sentirci impotenti davanti a certe situazioni. Tutte queste paure spiegano la politica dello struzzo e la difficoltà ad addentrarsi nel mondo altrui. Un terzo ostacolo all’entrare nel mondo altrui sta nell’assenza di piacere ad entrarvi. L’ascolto viene spesso insegnato come una tecnica mentre invece è fondamentalmente basato sulla motivazione, sull’interesse, sul piacere ad ascoltare l’altro. Per scoprire questo piacere, ci vogliono condizioni particolari. Ognuno, individuo, coppia, gruppo, dovrebbe avere la possibilità di andare in un luogo dove possa avere un certo tipo di scambio che non ha di solito. I partner di una coppia, ad esempio, dovrebbero potere trovare uno spazio dove parlare di sé e non più solo dei problemi della vita quotidiana. Per scoprire il piacere di entrare nel mondo dell’altro, bisogna provare il più possibile a prendere distanza rispetto alla vita quotidiana, imparare ad interessarsi all’altro come persona con una storia, dei sentimenti, dei desideri, un mondo proprio. È come fare un viaggio in terra straniera. Deve essere affascinante. Ci vorrebbe un’iniziazione a questo viaggio. Questa iniziazione potrebbe consistere in una formazione il cui scopo sarebbe scoprire il piacere di conoscere l’altro come essere umano. Forse bisognerebbe iniziare da lì. Per questo conduco vari corsi di crescita personale sia per singoli individui che per coppie in cui si può fare un tale tipo di esperienze. La paura dell’altro proviene da un’ignoranza di chi è l’altro come essere umano, da una non comprensione dell’altro.

Un altro valore della N.D.I. è il rispetto del desiderio dell’altro, in un certo senso la messa in atto della non-direttività. Ma nella prospettiva non direttiva interveniente, la non-direttività non basta. L’intervento propositivo per aiutare l’altro a realizzare i suoi desideri fa parte dei valori della N.D.I. Quest’ultima non è solo tolleranza, è anche aiuto attivo, sostegno, incoraggiamento dell’altro a realizzare i suoi desideri. Questo può eventualmente essere chiaro e semplice nell’ambito di una relazione professionale come può esserlo in una relazione terapeutica o educativa. Nell’ambito di una relazione dove non ci sono ruoli prestabiliti, come può essere una relazione di coppia, ad esempio, si pone il problema dell’articolazione dei desideri. L’articolazione dei desideri si può fare solo attraverso la comunicazione. Come dicevo prima, i desideri vanno espressi ma non si può pretendere che l’altro faccia qualcosa che non desidera o rinunci a qualcosa che desidera. Possiamo avere il desiderio che l’altro faccia qualcosa o rinunci a qualcosa ma non lo possiamo pretendere. L’unica via d’uscita è la comunicazione. Una comunicazione non manipolativa nella quale ognuno esprime i propri bisogni e i propri desideri e cerca di capire l’altro. L’esito non è prefissato, ma solo la comunicazione può dare l’opportunità di superare le crisi e i conflitti. La comunicazione è il collante della vita sociale.